Coronavirus, Circolare sui permessi 104 e congedi per i lavoratori, ecco le novità

L’Emergenza Corona Virus ha modificato profondamente la nostra vita, abitudini e priorità, anche per quanto riguarda i permessi previsti dalla legge 104 in questi giorni è stata pubblicata una circolare del Ministro della Pubblica Amministrazione con alcune novità e modifiche che riguardano i congedi e i permessi retribuiti previsti dalla normativa.

A dare la notizia è stata lo stesso Ministro della Pa Fabiana Dadone, la circolare pubblicata chiarisce alcuni aspetti sulla legge 104 e le 12 giornate in più fruibili per il mese di  marzo e aprile 2020, in relazione alla situazione nel pubblico impiego in questo periodo di emergenza scattata per il Covid-19.

La circolare Ministeriale fa riferimento quindi ai soli dipendenti pubblici e non a quelli del settore privato, all’interno della missiva  viene precisato che l’incremento dei permessi segue le regole ordinarie, per questo se un lavoratore dipendente  assiste più di una persona disabile, ha diritto di sommare tanti incrementi quante sono le persone assistite.

Non è permesso invece convertire in permessi previsti dalla legge 104 con le assenze già effettuate nel mese di marzo 2020, la circolare chiarisce anche che esiste la possibilità di fruire a ore di questi stessi permessi aggiuntivi.

Dunque, sarebbe auspicabile che le amministrazioni incentivassero, quanto più possibile, l’utilizzo a giornate dell’istituto, anche in modo continuativo.

La circolare chiarisce anche alcuni aspetti sui congedi parentali straordinari e ricorda che la portata applicativa temporalmente limitata dell’istituto e chiarisce che per i lavoratori dipendenti statali le modalità di fruizione dei permessi aggiuntivi restano a cura del datore di lavoro.

La domanda da parte dei lavoratori non va per tanto inviata all’INPS ma al proprio datore di lavoro, per i lavoratori che beneficiano del lavoro agile cioè la smart working è leggittima la fruizione del congedo previsto per il Covid-19 da parte anche dell’altro genitore, questo perchè lo smart working non va a modificare le condizioni contrattuali di lavoro del dipendente pubblico, si tratta solo di una modalità differente con cui viene svolto il lavoro o la professione.