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Agevolazioni Acquisto PC e di altri dispositivi previsti dalla Legge 104

La domanda che in molti si pongono, si può usufruire di agevolazioni per l’acquisto di PC ed altri dispositivi se si rientra nella legge 104? Ne parliamo in questo articolo. La legge 104 è un decreto legge che molti di noi conoscono, non è infatti insolito confrontarsi o imbattersi in persone che usufruiscono di questo decreto legge. Questa legge dispone agevolazioni, esenzioni e una serie di bonus per tutte le persone che rientrano in determinate categorie.

Queste categorie potremmo definirle deboli, ma in particolar modo riguarda persone che per motivi congeniti o per cause terze hanno riscontrato un’invalidità nel corso della loro vita che ha compromesso in modo più o meno grave la loro mobilità ed il loro stile di vita.

In queste categorie ad esempio rientrano i portatori di handicap, chi soffre di sordità congenita o acquisita, gli invalidi civili e gli invalidi di guerra. Molte di queste persone sono a carico di famigliari che se ne prendono cura costantemente e per questo è previsto anche per loro un pacchetto di agevolazioni sempre indicati nella legge 104.

In molti nel corso del tempo si sono però chiesti se chi usufruisce della legge 104 può avere agevolazioni anche nell’acquisto di PC o altri tipi di dispositivi. In questo articolo andremo a fare un pò di chiarezza.

Si può usufruire di agevolazioni per acquisto di PC o altri dispositivi?

L’agenzia delle entrate si è esposta dando una risposta chiara e decisa in merito a questo argomento. Ha infatti stabilito che chi rientra nella categoria 104 può usufruire delle agevolazioni per acquisto di PC ed altri dispositivi similari, purché vi siano determinate condizioni. Vediamo quali sono le principali a cui dobbiamo attenerci:

  • Dobbiamo disporre del certificato previsto dalla Legge 104 e perciò del certificato che evidenzia la nostra disabilità o quella di un nostro famigliare.
  • Abbiamo bisogno di un certificato medico che attesti che il dispositivo che andiamo ad acquistare può recare a noi o alla persona per cui lo stiamo acquistando un beneficio, ossia lo possa aiutare nella sua mobilità o nella sua comunicazione o per un’altra serie di motivi espressi chiaramente al fine di agevolare la vita della persona invalida.

Solo con questi documenti possiamo accedere alla prima agevolazione prevista con la legge 104 ossia il pagamento dell’IVA sul dispositivo ridotta al 4% anziché nella sua forma base. Questo ci permette un notevole risparmia sull’acquisto di un dispositivo tecnico-informatico.

La legge non chiarisce quali siano i dispositivi a rientrare in questa categoria, perché non ne fa un elenco preciso, ma come abbiamo già detto l’agenzia delle entrate ha chiarito che i PC rientrano tra essi.

Quali altre agevolazioni possiamo disporre?

Un’altra agevolazione che possiamo richiedere ed usufruire è la detrazione IRPEF del 19% sugli acquisti di questi dispositivi. Per poterla richiedere in questo caso oltre a tutti i documenti che abbiamo menzionato prima abbiamo bisogno anche:

  • Fattura d’acquisto del dispositivo
  • Autocertificazione della propria invalidità
  • Copia del documento di identità

Quando si può richiedere l’agevolazione per un proprio familiare?

Possiamo usufruire dell’agevolazione per l’acquisto di un PC o di un qualsiasi altro dispositivo tecnico- informatico ogni volta che il famigliare disabile risulta a nostro carico. Ovviamente il dispositivo deve essere utilizzato dalla persona con invalidità e non per un nostro scopo personale.

Per risultare a nostro carico la persona invalide devono o essere riconosciute ad un grado alto di invalidità da parte dell’ASL di competenza che con apposito certificato ci affiderà la tutela del famigliare oppure:

  • Nei casi di minori di 24 anni di età, l’invalido non può aver percepito un reddito superiore a 2840,51
  • Nei casi di maggiori di 24 anni di età la soglia si alza a 4 mila euro

A questi redditi non sono calcolati i redditi percepiti per la propria invalidità e quindi pensioni di invalidità, di sordità e via discorrendo.

È prevista un’agevolazione anche per chi ha necessità di acquistare arredo sempre legato all’acquisto dei PC?

La risposta in questo caso è negativa almeno per quanto riguarda i cittadini privati. Se invece parliamo di un invalido con una partita IVA che può attestare che tale arredo è necessario e funzionale per il suo lavoro allora può usufruire dell’agevolazione Bonus Mobili e di tutti i componenti necessari al funzionamento del PC e i vari complementi d’arredo ausiliari.

A chi possiamo rivolgerci per l’acquisto dei dispositivi?

Per l’acquisto di questi dispositivi possiamo rivolgerci a qualsiasi negozio di elettronica e portare la documentazione necessaria per la detrazione dell’IVA. Per quanto riguarda invece la detrazione IRPEF è da svolgere a fine anno insieme alla dichiarazione dei redditi ed eventuale ISEE che si sceglie presentare.

Quindi per riassumere questo articolo chiunque abbia riscontrato una disabilità e qualora il proprio medico specialista dell’ASL di appartenenza abbia rilasciato il certificato per l’acquisto di questi dispositivi può accedere alle varie agevolazioni.

Detrazioni e Esenzione di Tasse Scolastiche e Universitarie Legge 104

È possibile usufruire della detrazione delle tasse scolastiche e universitarie se siamo una categoria rientrante nella legge 104? Si, chi rientra in questa Legge può beneficiare anche di una detrazione delle tasse e in alcuni casi anche dell’esenzione, in questa guida andremo a vedere dettagliatamente tutte le informazioni per poter beneficiare delle detrazioni, a chi spettano, come fare domanda e quali sono i requisiti previsti.

Il tema delle tasse scolastiche è un tema sempre molto al centro del dibattito italiano, come ben saprai in Italia l’istruzione è obbligatoria fino al raggiungimento dei 18 anni di età e questo prevede perciò che ogni ragazzo, nessuno escluso, ha diritto a partecipare alla scuola dell’obbligo a partire dall’infanzia fino alla scuola superiore.

Questo diritto è concesso a tutti indipendentemente dalla nazionalità e dal nucleo famigliare a cui si appartiene. Proprio per questo motivo ogni cittadino italiano è esente dal pagamento di tasse ed oneri scolastici fino al raggiungimento del 18° anno di età. Si considera mediamente che il raggiungimento del 18° anno di età si aggiri intorno al terzo anno di liceo o di istituto superiore, quindi gli ultimi due anni invece sono da considerarsi a pagamento per tutti gli studenti che scelgono di proseguire gli studi.

Tra le tasse che ci si trova ad affrontare in questi casi troviamo:

  • Le tasse di iscrizione
  • Le tasse per il diploma

Ma se rientriamo nella categoria 104 come funziona? Possiamo ricevere la detrazione delle tasse? Oppure per noi non cambia nulla? Continua questa lettura.

Chi rientra nella categoria della legge 104?

Avrai sicuramente sentito parlare molto spesso della legge 104, la legge 104 è un decreto che stabilisce quali categorie di persone e con quali patologie rientrano tra i portatori di handicap e disabilità e proprio per questo hanno diritto ad agevolazioni ed esenzioni particolari.

Quando parliamo di scuola dell’obbligo però abbiamo visto che tutti i cittadini italiani fino ai 18 anni di età sono esenti da ogni tipo di tassa scolastica e quindi anche ha ottenuto il riconoscimento della 104.

Cosa succede superati i 18 anni di età?

Che tu sia un cittadino italiano con o meno disabilità riconosciute puoi usufruire di detrazioni scolastiche solo ed esclusivamente in determinati casi, ecco quali:

  • L’esonero è previsto unicamente se si rientra in un nucleo famigliare con condizioni economiche disagiate e vale anche per chi ha appunto disabilità più o meno gravi e rientra nella categoria della legge 104.

Se si vuole perciò essere esentati dalle tasse scolastiche si deve dimostrare di appartenere ad un nucleo famigliare con condizione economiche non rosee. Per individuare l’appartenenza ad una categoria disagiata si avrà bisogno di richiedere un ISEE nei quali verranno conteggiati tutti i redditi di ogni componente del nucleo famigliare.

Cosa succede invece con le tasse universitarie?

Come per l’istruzione liceale e formativa superati i 18 anni di età anche per le università le tasse possono essere ridotte o agevolate nel caso in cui vi siano difficoltà economiche nel nucleo famigliare. Anche in questo caso non c’è alcuna differenza se una persona ha un handicap oppure no.

Ad integrazione del presente decreto troviamo però un decreto del 9 aprile 2001 del Presidente del Consiglio dei Ministri che stabilisce che tutti i portatori di handicap o disabili che hanno ottenuto il riconoscimento dell’invalidità pari o superiore al 60% sono totalmente esenti da ogni tassa universitaria.

Sempre con lo stesso decreto si dà la facoltà ai vari atenei presenti sul territorio italiano di decidere se concedere agevolazioni o esoneri anche a chi ha una disabilità che non rientra nel precedente e quindi inferiore al 60%.

Cosa succede se siamo studenti italiani con la residenza all’estero?

Se siamo italiani ma con residenza all’estero e vogliamo però studiare su territorio italiano si è totalmente esenti da ogni tassa scolastica. Lo stesso vale per gli studenti stranieri che si recano in Italia per studiare. Si può infatti avere un’agevolazione totale purché nel proprio paese di residenza venga riservato lo stesso tipo di esenzione agli studenti italiani che si recano su territorio straniero per studiare. Perciò in caso di studenti stranieri la situazione varia da nazione a nazione.

Per concludere

In conclusione come abbiamo visto per un percorso scolastico classico e di obbligo tutti sono esenti dalle tasse scolastiche ordinarie. Per quanto riguarda poi l’istruzione superati i 18 anni di età si è agevolati solo ed esclusivamente se si dispone delle condizioni economiche disagianti. In ultimo per quanto riguarda le università si può avere un’esenzione totale se c’è stata riscontrata un’invalidità pari o superiore al 60%.

Per tutte le altre categorie e quindi chi soffre di sordità, chi è figlio di invalido di guerra o di lavoro valgono le regole base ossia bisogna dimostrare di appartenere alla categoria di persone che, purtroppo, vivono esigenze economiche difficili che non gli permettono di pagare le tasse scolastico o universitarie.

Le tasse possono variare nel tempo e subire modifiche e lo stesso vale per la soglia ISEE che non si deve superare se si vuole rientrare all’interno di queste categorie, è sempre bene perciò rimanere aggiornati su ogni fronte.

Agevolazioni Acquisto Auto per i Beneficiari della Legge 104 – Guida Completa

Quali sono le agevolazioni per l’acquisto auto previste per chi rientra nella legge 104?  Se sei capitato in questo articolo è perché sicuramente sei alla ricerca di informazioni sulle agevolazioni acquisto di automobili previste dalla normativa di legge 104.

È possibile che tu conosca bene questo decreto legge oppure no, in quest’ultimo caso te lo spieghiamo noi subito. La legge 104 è una normativa che prevede una serie di agevolazioni, riduzioni, esenzioni e concessioni verso le categorie ritenute più deboli in particolare verso chi dispone di un’invalidità o un handicap che compromette il normale funzionamento della vita quotidiana.

Queste varie tutele messe in campo dallo stato italiano nei confronti di queste categorie deboli sono previste per non gravare con costi aggiuntivi persone che già, a causa delle loro patologie, sono costrette a sostenere spese extra continue. In questo articolo andremo a vedere e scoprire chi ha diritto, secondo la legge 104, alle agevolazioni d’acquisto di un’auto e come può sfruttare tutte le agevolazioni.

Legge 104: Esenzione del bollo auto

La prima tassa che andiamo a menzionare è il bollo dell’auto. Come sai il bollo dell’auto è una tassa prevista ogni anno da pagare per tutti i possessori di una vettura. Il bollo ha un costo più o meno alto a secondo della vettura di cui si dispone. Nel caso in cui si usufruisce della legge 104 si è esenti dal pagamento di questa tassa sia per quanto riguarda le invalidità temporanee che permanenti.

La domanda in questo caso va presentata un’unica volta e si rinnova automaticamente anno dopo anno. Nel caso in cui le condizioni che hanno portato ad usufruire dell’agevolazione cessino di esistere sarà lo stesso titolare della vettura a dover comunicare il cambiamento per riprendere quindi al normale pagamento del bollo auto.

Si può usufruire di questa agevolazione se si ha una vettura di proprietà a nome di una persona che usufruisce della legge 104 o se siamo dei parenti che hanno a carico la persona invalida.

Per approfondire questo aspetto consigliamo di consultare la guida di approfondimento:

Esenzione Bollo Auto Legge 104

Esenzione del pagamento del passaggio di proprietà di una vettura

Come ben saprai quando acquistiamo una macchina nuova o usata dobbiamo pagare una tassa chiamata passaggio di proprietà. L’entità della tassa varia a seconda del modello e dell’anno di nascita della vettura.

Nel caso in cui però si disponga della legge 104 è possibile sfruttare un’agevolazione che prevede l’esenzione totale del pagamento del passaggio di proprietà, l’agevolazione va richiesta direttamente al Pubblico registro automobilistico e ne possono usufruire anche i famigliari che hanno a carico un parente che usufruisce della legge 104. Fanno eccezione a questa esenzione chi presenta un’invalidità di cecità e sordità.

Acquisto dell’automobile come funziona?

Se dobbiamo acquistare un’automobile e ci è stata riconosciuta la legge 104 possiamo garantirci alcune esenzioni. Ecco le principali agevolazioni che possiamo sfruttare ogni volta che dobbiamo acquistare una vettura per noi, se abbiamo la 104, o per un nostro famigliare invalido se è a nostro carico.

IVA al 4%. Chi usufruisce della legge 104 ha la possibilità di pagare l’IVA al 4% anziché piena al 22%. Ciò garantisce un risparmio di denaro non indifferente soprattutto sulle vetture nuove. È possibile però sfruttare questa possibilità solo su due particolari tipi di automobili, ecco le caratteristiche che esse devono avere:

  • 2000 centimetri cubici per chi sceglie una vettura a benzina
  • Per chi invece sceglie una vettura a diesel 2800 centimetri cubici

L’IVA agevolata al 4% non è prevista unicamente per l’acquisto della vettura ma anche per tutti gli accessori e i componenti, in particolare per:

  • Optional della vettura
  • Prestazioni di adattamento di una vettura già in possesso o che si intende acquistare. L’adattamento deve essere predisposto per agevolare la persona invalida.
  • Strumenti ed accessori utili all’adattamento necessario.

Si può usufruire di questa agevolazione senza limiti di spesa ma un’unica volta ogni 4 anni a meno che la vettura per la quale avevamo ricevuto l’IVA al 4% non sia stata cancellata dal PRA a causa di demolizione.

Da quest’anno le persone invalide possono usufruire di questa agevolazione anche sulle vetture ibride o elettriche, come da decreto fiscale 2020. Le auto che sono state aggiunte sono:

  • Auto ibride a benzina o diesel con un limite di 2000 centimetri cubici o 2800 per quelli a gasolio.
  • Per le auto elettriche invece solamente quelle con una potenza pari o inferiore a 150 KW.

Tutte le vetture di grossa cilindrata restano perciò fuori dall’agevolazione.

Agevolazioni Auto Legge 104: IRPEF al 19%

Un’altra agevolazione di cui possiamo beneficiare è la detrazione IRPEF al 19% per le spese sostenute per l’acquisto di una vettura. Il limite di spesa massimo è di 18075,99 e si può ottenere una detrazione massima di 3434 euro. Anche in questo caso si usufruisce della vettura un’unica volta nell’arco di 4 anni.

Chi può richiedere l’agevolazione?

Come abbiamo detto l’agevolazione va richiesta per chi usufruisce della legge 104. Per poterla ottenere si ha bisogno perciò di un certificato di invalidità, e questo basta per l’acquisto dell’auto con IVA al 4%. Invece per le detrazioni IRPEF sarà necessario anche un certificato medico del medico dell’ASL che attesti che tale strumento è necessario per migliorare la qualità di vita della persona disabile.

Ora sei a conoscenza di tutte le agevolazioni che riguardano chi vuole acquistare un’autovettura sfruttando la legge 104.

Esenzione Bollo Auto Legge 104 Disabili, Requisiti, Modulo e Procedura

Esenzione del bollo auto spetta ai possessori della Legge 104? Quando e come può essere richiesta? Queste sono alcune delle domande più frequenti per chi beneficia della Legge 104, se sei capitato in questo articolo avrai sicuramente sentito parlare della possibilità di ottenere l’esenzione bollo auto (tassa automobilistica) per alcune categorie di vetture. In questo articolo ti andremo a spiegare tutto quello che devi sapere sull’esenzione bollo auto così che, se anche tu rientri nelle categorie esenti, possa richiedere l’esenzione seguendo le giuste procedure. Prosegui la lettura dell’articolo e scopri tutto il necessario.

Esenzione Bollo Auto Legge 104 Disabili a chi spetta?

Come ben saprai, se sei proprietario di una vettura, ogni anno si deve pagare il bollo auto. L’importo di questa tassa varia di modello in modello in base al tipo di vettura di cui si è proprietari. Generalmente per pagare il bollo ci si rivolge ad un’agenzia ACI ma in alternativa possiamo anche recarci ad un tabaccaio o bar che offre anche questo genere di servizi.

Ci sono però delle categorie di persone che sono esenti dal pagamento di questa quota annuale e le possiamo identificare tra le persone affette da disabilità e nei famigliari che si prendono cura di queste persone. Vi sono particolari casi in cui chi è disabile o ha un parente disabile ha la possibilità di ricevere l’esenzione del pagamento del bollo annuale.

Questo perché è ben chiaro che una persona disabile si trova a doversi confrontare con molte più spese di una persona sana e quindi si sceglie di poterle agevolare quanto più possibile. Non tutti però i disabili hanno diritto a questa esenzione, ecco chi può realmente richiederla:

  • Tutte le persone che usufruiscono delle agevolazioni previste dalla Legge 104
  • I portatori di handicap riconosciuti dall’ASL di appartenenza
  • Chi presenta ridotte o inesistenti capacità motorie
  • Chi ha gravi problemi di deambulazione
  • Pluriamputazioni
  • Limitazioni di deambulazioni con riconoscimento della necessità d’accompagno
  • Cecità
  • Residuo visivo non superiore ad un decimo in tutti e due gli occhi
  • Residuo perimetrico inferiore al 30%
  • Sordomutismo genetico o acquisito prima di iniziare a parlare
  • Handicap di tipo psichico per il quale è stato riconosciuto un assegno di mantenimento.

L’altra categoria di persone che possono sempre risultare esenti dall’esenzione del pagamento del bollo dell’automobile sono invece i famigliari che hanno a carico il disabile, in particolare queste categorie:

  • Qualora il disabile abbia meno di 24 anni non deve percepire un reddito superiore ai 4000 euro
  • Superati i 24 anni di età il disabile non deve percepire un reddito superiore a 2840,51 euro annui.

A questi due importi non vengono ovviamente sommate tutte le agevolazioni fiscali che il disabile percepisce per la sua disabilità come ad esempio la pensione per i sordi, la pensione di invalidità civile e molto altro.

Avere la certezza di essere Esenti dal pagamento del Bollo

Questa è una domanda che si pongono in molti, come abbiamo detto a stabilire chi ha diritto a questa agevolazione è la legge 104, per poterne usufruire e ricevere tutte le agevolazioni oltre al fatto di stabilire che grado di disabilità ha la persona ci si sottopone ad una visita medica specialistica presso l’ASL di appartenenza.

Sul certificato che l’ASL rilascerà al disabile, qualora rientri negli aventi diritto ad usufruire delle agevolazioni della 104, verrà riportato sul certificato anche l’esistenza dei requisiti per ricevere questa agevolazione insieme al rilascio del contrassegno invalidi che dovrà essere apposto nella vettura che si intende utilizzare. Se sul certificato riscontrerete la dicitura “l’interessato possiede i requisiti tra quelli dell’art. 4 DL 9 febbraio 2012 n°5”.

Il contrassegno non è legato alla vettura ma alla persona perciò può essere spostato quando vogliamo su una qualsiasi auto purché a bordo vi sia presente la persona invalida. Invece l’esenzione del bollo può essere richiesta per un’unica vettura.

Che tipologia di auto può ottenere l’agevolazione?

Non tutte le automobili sono soggette all’esenzione del bollo, a poter ottenere l’agevolazione sono in particolare:

  • Le automobili che presentano una cilindrata di 2.000 centimetri cubici quando si tratta di auto a benzina
  • Per le auto a diesel invece devono avere una cilindrata di 2.800 centimetri cubici.

L’automobile può anche non essere intestata al disabile deve però essere intestata ad un famigliare che se ne prende cura.

Esenzione Bollo Auto Disabili (Legge 104) Come si ottiene?

Per ottenere l’esenzione dobbiamo presentare un’istanza contenente questa documentazione:

  • Il verbale che vi è stato rilasciato del riconoscimento dello stato di disabile dall’ASL
  • Certificato di indennità di accompagno qualora si richieda su una vettura intestata ad un famigliare
  • Stato di famiglia qualora la richiesta sia sempre per una vettura intestata ad un famigliare.

Tutto deve essere spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno presso gli uffici di tributi della tua regione di appartenenza, per quanto invece riguarda la provincia di Bolzano e di Trento va presentata sempre con raccomandata con ricevuta di ritorno ma alla provincia e non alla regione. Mentre per la Sardegna ed il Friuli Venezia Giulia ci dobbiamo rivolgere all’agenzia delle entrate.

Se volete potete anche rivolgervi alle varie agenzie ACI presenti sul territorio nazionale per la richiesta di esenzione bollo auto. La domanda deve essere spedita entro 90 giorni dalla scadenza del bollo.

L’esenzione va richiesta un’unica volta dopo di che si rinnoverà automaticamente anno dopo anno, nel caso in cui però le condizioni del disabile cambino e quindi non si è certi di non rientrare più negli aventi diritto alle esenzioni allora dovrete comunicarlo agli uffici competenti.

Contrassegno Disabili (CUDE) Parcheggio: Rilascio, Rinnovo, Validità e Modulo

Ti stai facendo mille domande sul contrassegno disabili? Qui in questo articolo cercheremo di rispondere a tutte le curiosità su questo argomento, così che tu possa capire se anche tu puoi richiederlo. Molto spesso ti sarà capitato di vedere delle autovetture girare con un apposito cartellino sul parabrezza che indica la presenza di una persona disabile a bordo. Questo cartellino è il contrassegno disabili chiamato anche con il nome CUDE che viene utilizzato per il parcheggio negli appositi spazi riservati ai Disabili.

Al giorno d’oggi si fa ancora molta confusione su chi può o chi non può richiederlo, quando possiamo beneficiarne e come va utilizzato. In questo articolo abbiamo scelto di fornirti tutte le più importanti informazioni riguardanti questo contrassegno così che tu possa capire quando può essere utilizzato, da chi, dove è possibile parcheggiare e in quale zone della città è possibile sfruttarlo. Prosegui perciò la lettura di questo articolo e scoprirai tutto il necessario.

Contrassegno Disabili (CUDE) Chi può richiederlo?

Non tutti possono richiedere il contrassegno disabili, è infatti possibile richiedere questo cartellino e le sue conseguenti agevolazioni solamente se si rispettano i requisiti. A stabilire chi può richiedere il contrassegno è l’art. 381 del DPR del 16 dicembre 1992 n° 495 che fu poi modificato con Decreto del Presidente della Repubblica del 30 luglio 2012 n°151.

Questi due decreti legge stabiliscono che a poter richiedere il contrassegno per disabili siano le persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta. Oltre alle persone che presentano queste problematiche anche chi è non vedente può usufruire di questo contrassegno ed anche altre categorie che rientrano in quelle temporanea, in particolare:

  • Temporanea riduzione della capacità di deambulazione per cause legate ad infortuni o patologiche
  • Persone che presentano una totale assenza di autonomia funzionale e necessitano di cure ed assistenza continua presso strutture specifiche.

Contrassegno Disabili (CUDE): Procecura di rilascio

Il contrassegno di invalidità deve essere richiesto al proprio Comune di appartenenza, è da questa istituzione che viene rilasciato dopo aver eseguito un iter ben preciso. Per poter ricevere il contrassegno CUDE bisogna avere una certificazione medica rilasciata dall’ASL di appartenenza che accerta appunto l’esistenza di una delle problematiche sopra elencate.

A questo certificato medico dovrà essere allegata la domanda per la richiesta del contrassegno disabili e consegnato tutto presso il proprio Comune. Sarà poi il comune ha rilasciarvi il contrassegno da apporre nella vostra vettura.

Come funziona l’utilizzo di questo contrassegno?

Il contrassegno ha una durata di 5 anni, dopo di che bisognerà ripetere l’iter iniziale. Il Comune infatti vuole sapere se dopo 5 anni le condizioni mediche di chi ha usufruito del contrassegno non sono cambiate e in questo caso rilascerà nuovamente il contrassegno. Qualora si trattasse di una patologia temporanea potrebbe essere regredita in questi 5 anni e quindi non avrai più diritto al contrassegno disabili.

Il contrassegno disabili non è collegato ad una vettura ma alla persona che presenta la patologia, il cartellino che vi sarà dato potrà essere spostato e posizionato su qualsiasi vettura si scelga di utilizzare perché l’unica condizione presente è che a bordo ci sia la persona per la quale è stato richiesto il tagliando disabili.

Contrassegno Disabili (CUDE): Dove posso utilizzare il dispositivo?

Il CUDE è utilizzabile in molti ambiti differenti, ecco i principali:

  • Nonostante a rilasciare il tagliando sia il tuo Comune di residenza potrai utilizzarlo in tutto il territorio nazionale potendo usufruire di tutti i benefici ad esso collegati.
  • È possibile grazie a questo dispositivo percorrere tutte le strade della città anche quelle a traffico limitato e quindi le varie Ztl.
  • Possiamo utilizzare i parcheggi riservati ai disabili presenti in tutta Italia.

Cosa non è possibile fare con il CUDE?

Nonostante tu disponga del CUDE non sei autorizzato a non rispettare il codice della strada, perciò qualora tu violi alcune leggi come parcheggiare davanti ad un passo carrabile, oppure parcheggiare in curva o ancora percorrere contro mano le strade della tua città sei comunque sanzionabile. Infatti puoi usufruire dei vari benefici che il dispositivo ti fornisce ma non puoi e non devi non seguire le regole del codice della strada.

Contrassegno Disabili (CUDE) Dove si appone il contrassegno?

Il contrassegno disabili come abbiamo visto deve essere apposto nell’auto dove portiamo o è presente il suo intestatario ossia la persona invalida. Il cartellino che ci viene concesso deve essere apposto nella parte anteriore della vettura, davanti al parabrezza ma al suo interno.

In questo modo sarà ben visibile e qualora passasse un controllo mentre noi non siamo presenti nella vettura le autorità sapranno che abbiamo a disposizione questo genere di autorizzazione e quindi non siamo sanzionabili ad esempio per aver utilizzato un posto riservato ai disabili.

Come abbiamo visto l’iter da seguire è ben preciso e questo permette di evitare di imbattersi in persone che non hanno necessità di utilizzare il contrassegno disabile.

Estensione dei permessi “Legge 104” causa emergenza Covid-19, ecco le novità INPS

L’emeregenza sanitaria dovuta alla diffusione del corona virus ha costretto il governo ha varare un’apposito decreto al cui interno sono stati inseriti alcuni provvedimenti in favore dell’Estensione dei permessi “Legge 104” (art. 24 del Decreto Cura Italia n. 18/2020) in questo articolo andremo a vedere nel dettaglio quali sono le novità introdotte, chi può beneficiare delle novità e quali sono i soggetti esclusi dalle nuove norme inserite nel Decreto Cura Italia.

Per fronteggiare l’emergenza del Covid 19 il governo ha messo in campo una serie di misure anche in favore delle famiglie e dei lavoratori, in particolare per i beneficiari della Legge 104 sono stati estensi i permessi retribuiti già previsti dalla normativa delle legge 104/92, l’incremento ammonta a 18 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020, un beneficio che ha prevede l’utilizzo di fondi pari a 553,5 milioni di euro per l’anno 2020.

Estensione dei permessi retribuiti “Legge 104“

Entriamo ora nei dettagli e vediamo come possono essere fruiti i nuovi permessi previsti dal Decreto approvato il 16 marzo 2020.

Oltre ai permessi già previsiti dalla Legge 104 il governo ha previsto ulteriori 18 giorni di permesso retribuiti sia per il mese di marzo che aprile 2020.

I 18 giorni possono essere fruiti anche in maniera consecutiva ma solo nel corso del singolo mese, la norma prevede inoltre che possano essere fruiti anche frazionandoli in ore.

Secondo le ultime novità il provvedimento dovrebbe essere esteso anche al mese di maggio 2020, ma per ora non c’è ancora l’ufficialità, si attende il nuovo decreto legge con le novità che entreranno in vigore da maggio.

Chi può beneficiare dell’estensione dei permessi retribuiti Legge 104?

La L. n. 104/92 è la principale fonte normativa che riconosce benefici fiscali, economici e lavorativi ai portatori di handicap.

L’art. 33, co. 3 e 6, della L. 104/92, riconosce 3 giorni di permessi mensili retribuiti coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche in modo continuativo, ai lavoratori che prestano assistenza ad un familiare di cui sia accertata una grave disabilità:

  • Coniuge, convivente di fatto, parte dell’Unione civile;
  • Parente o affine entro il secondo grado;
  • Parente o affine entro il terzo grado, qualora i genitori il coniuge, la parte di Unione civile, il convivente di fatto, della persona da assistere abbia più di 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.

Coloro che assistono due persone raddoppiano il numero di giornate di permesso che salgono quindi a 24 giorni.

Le condizioni per poter beneficiare della Legge n. 104/92 per o per i familiari sono:

  • La grave disabilità, accertata dalle Commissioni ASL;
  • Il soggetto disabile non deve essere ricoverato a tempo pieno in ospedale, a meno che sia richiesta l’assistenza in struttura.
  • Essere lavoratori dipendenti, anche part-time, ed essere assicurati per le prestazioni di maternità presso l’INPS.

I permessi retribuiti dalla L. n. 104/92 non spettano alle seguenti categorie di soggetti:

  • Lavoratori a domicilio;
  • Lavoratori domestici;
  • I lavoratori agricoli a tempo determinato, occupati a giornata (non spettano nè per se stessì, nè per l’assistenza ai propri familiari);
  • Lavoratori autonomi;
  • Lavoratori parasubordinati.

Coronavirus, Circolare sui permessi 104 e congedi per i lavoratori, ecco le novità

L’Emergenza Corona Virus ha modificato profondamente la nostra vita, abitudini e priorità, anche per quanto riguarda i permessi previsti dalla legge 104 in questi giorni è stata pubblicata una circolare del Ministro della Pubblica Amministrazione con alcune novità e modifiche che riguardano i congedi e i permessi retribuiti previsti dalla normativa.

A dare la notizia è stata lo stesso Ministro della Pa Fabiana Dadone, la circolare pubblicata chiarisce alcuni aspetti sulla legge 104 e le 12 giornate in più fruibili per il mese di  marzo e aprile 2020, in relazione alla situazione nel pubblico impiego in questo periodo di emergenza scattata per il Covid-19.

La circolare Ministeriale fa riferimento quindi ai soli dipendenti pubblici e non a quelli del settore privato, all’interno della missiva  viene precisato che l’incremento dei permessi segue le regole ordinarie, per questo se un lavoratore dipendente  assiste più di una persona disabile, ha diritto di sommare tanti incrementi quante sono le persone assistite.

Non è permesso invece convertire in permessi previsti dalla legge 104 con le assenze già effettuate nel mese di marzo 2020, la circolare chiarisce anche che esiste la possibilità di fruire a ore di questi stessi permessi aggiuntivi.

Dunque, sarebbe auspicabile che le amministrazioni incentivassero, quanto più possibile, l’utilizzo a giornate dell’istituto, anche in modo continuativo.

La circolare chiarisce anche alcuni aspetti sui congedi parentali straordinari e ricorda che la portata applicativa temporalmente limitata dell’istituto e chiarisce che per i lavoratori dipendenti statali le modalità di fruizione dei permessi aggiuntivi restano a cura del datore di lavoro.

La domanda da parte dei lavoratori non va per tanto inviata all’INPS ma al proprio datore di lavoro, per i lavoratori che beneficiano del lavoro agile cioè la smart working è leggittima la fruizione del congedo previsto per il Covid-19 da parte anche dell’altro genitore, questo perchè lo smart working non va a modificare le condizioni contrattuali di lavoro del dipendente pubblico, si tratta solo di una modalità differente con cui viene svolto il lavoro o la professione.